Home    “Il buon cavallo lo vedi dalla lunga corsa”

Sono passati ormai ventun’anni dal mio primo colloquio con un aspirante agente immobiliare e da allora le cose sono cambiate e molto. Si perchè ai miei tempi quando si cercava un lavoro, uno cercava quel qualcosa a cui aspirava e che anche piacesse. In tutti questi anni ne ho visti di ragazzi passare e tentare di fare questo mestiere ma alla lunga quasi tutti mollavano. E mi ritorna in mente il mio vecchio maestro Frank Merenda che sempre mi spiegava “Il buon cavallo lo vedi dalla lunga corsa”.

Nel mio caso di cavalli buoni ne ho visti ma purtroppo di costanti e determinati ben pochi. Si perchè nel nostro lavoro tutti quanti partono entusiasmati gasati credendo che vendere case sia un lavoro semplice ed economicamente gratificante ma pochi sanno che per arrivare al risultato ci vuole molta costanza e sacrificio.

Personalmente, dopo tanti anni di esperienza, sono giunto a suddividere gli aspiranti agenti/collaboratori immobiliari in due macro gruppi:

-la stragrande maggioranza (20/30anni) è rappresentata da quel genere di ragazzi a cui il mondo deve sempre qualcosa, tutto è loro dovuto e tutto gira attorno a loro, quasi che senza di loro l’azienda possa fallire…

-una piccola minoranza, molto piccola, che invece apprezza il fatto di avere un lavoro e di avere un’opportunità: purtroppo ahimè sono esemplari rari.

La stragrande maggioranza dei ragazzi che oggi vogliono affrontare il lavoro di agente immobiliare rientrano in quella categoria che io definisco  “non specializzati” quindi, per intenderci, sono quelli in possesso del solo diploma e sono nella stragrande maggioranza persone che provano tutti i lavori possibili sperando prima o poi di trovare quell’impiego che sia remunerativo con il minimo di sforzo. Già, perche’ il piacere di ottenere qualcosa subito è sempre molto più forte che soffrire o sacrificarsi per avere qualcosa di più grande poi. Proprio non ci riescono. Saltano al primo ostacolo, pur sapendo che attendendo un po’ potrebbero ricevere molto di piu’..

Il problema di questi ragazzi è che fin da piccoli non è stato insegnato loro dai genitori che se si vuole ottenere qualcosa nella vita, bisogna esser disposti a sacrificarsi almeno un po’. Purtroppo questa categoria ignora completamente il significato del sacrificio.

Da imprenditore ho capito in questi anni che per accontentare queste persone non bastano le belle parole per motivarli, si tratterebbe solo di un tappa buchi momentaneo che alla fine condurrebbe comunque al termine della collaborazione. Gli si offre molto, una bella opportunità lavorativa, formazione e prospettive e questi cosa fanno? Alla prima possibilità se la svignano pensando di essere più intelligenti di te, più bravi e pensando pure di portarti via il lavoro mettendo in piazza falsità totalmente inventate. Purtroppo di questi piccoli episodi aziendali ce ne sono parecchi ma poi con il tempo tutto si affievolisce e alla lunga ti accorgi che la scelta che hai fatto è stata quella corretta.

A volte preferisco fare delle scelte che possono non piacere agli altri, con il rischio di suscitare antipatia, ma da imprenditore penso solo al bene dell’azienda e nonostante tutte le vicissitudini e le maldicenze, la mia attività in questi anni è cresciuta, anche grazie alla fiducia manifestata nei confronti del sottoscritto, che è sempre il primo a metterci la faccia.

Dall’anno prossimo ci saranno delle bellissime novità che ci riguarderanno e che vi andrò a svelare molto presto. Anche in questo caso sono frutti che nascono, si sviluppano e maturano sempre con sacrificio impegno e determinazione. Niente attenuanti, altrimenti non si va da nessuna parte…

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