Home    La parola non ha più nessun valore

Questa storia inizia come tante altre, una situazione ricorrente in un’agenzia immobiliare: contattiamo un’azienda di Vicenza per un’acquisizione, si tratta di un capannone chiuso oramai da sette anni. Una volta fissato un appuntamento incontro per la prima volta i proprietari.

Visito l’immobile, che non si presenta proprio in ottimo stato, e mi procuro i documenti disponibili.

Come facciamo per tutti i nostri clienti, che si rivolgono a noi per collocare il proprio immobile, attiviamo una campagna di promozione che coinvolge anche telemarketing a livello provinciale, così facendo riusciamo a raggiungere molte persone e a generare contatti con chi è interessato. Cominciano gli appuntamenti e gli incontri con potenziali acquirenti finché un cliente si dimostra interessato…fin qui tutto bene, penserete!
Ma ecco che cominciano gli incomprensibili contrasti.

Il capannone in questione insomma aveva bisogno di un certo numero di interventi, va da sé che il nostro cliente interessato all’acquisto, per fare sopralluoghi con le imprese di costruzione, aveva bisogno delle chiavi: com’era naturale le abbiamo chieste ai proprietari e per correttezza abbiamo preparato una semplice carta scritta, cosa che non è da tutti fare, in cui il cliente si ASSUMEVA la responsabilità di eventuali incidenti o danni che intercorressero durante le visite. E così succede l’impossibile: i signori proprietari prendono a insultarmi affermando che stavamo cercando di FREGARLI!
In pratica io cerco di tutelare il venditore e mi prendo anche gli insulti.

Così è iniziata la parabola discendente.
Una volta più o meno chiarito che c’era stato un palese fraintendimento sono iniziate le visite, i preventivi, le valutazioni che hanno portato l’azienda a decidersi per l’acquisto e a proporre una somma. Trasmetto così l’offerta ai nostri venditori che considerandola adeguata mi fanno capire di voler procedere, quindi mi mobilito, ritiro la proposta scritta al prezzo pattuito e mando tutto via mail ai proprietari.

Dunque obiettivo raggiunto! Il capannone, nonostante le condizioni in cui si presenta, sembrerebbe essere stato venduto con profitto per entrambe le parti…e invece! Per giorni non vedo alcuna risposta, le mie chiamate vengono ignorate e così anche le mie mail…i venditori sono spariti! Completamente ignaro delle motivazioni di tale comportamento, nonché devo dire un tantino seccato, non mi resta che recarmi di persona presso l’azienda, ovviamente senza preavviso visto che non c’era modo di contattare gli interessati: giunto sul posto vengo aggredito verbalmente e cacciato in malo modo senza nessun indizio sul perché mi meritassi tale trattamento né su come erano intenzionati a procedere.

Seguono altri giorni privi di qualsiasi riscontro, nessuna risposta alle mie mail, alle lettere raccomandate, nemmeno quando i clienti interessati dimostrano la possibilità di un eventuale rialzo.

Dulcis in fundo dopo settimane di silenzio ricevo una raccomandata dove vengo apertamente insultato per la mia insistenza e per i miei toni (!!) e mi viene detto per la prima volta che il prezzo concordato con il cliente era per loro troppo basso…ma dico io, se questa informazione mi veniva data prima non si potevano evitare un sacco di malumori? Forse la gente pensa che io legga nel pensiero?
Purtroppo devo dire che questo super potere ancora lo devo acquisire, abbiate pazienza!

Come regalo di Natale abbiamo la conferma che il capannone non è più disponibile e ci viene chiarito i gentili signori non hanno più alcuna intenzione di lavorare con noi (figuratevi io!) senza nessuna spiegazione o motivazione razionale.

Episodi come questo sono purtroppo la riprova che la parola non ha più nessun valore e che qualcuno dovrebbe imparare qualche regola base di comunicazione, oltre che di buona educazione!

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Sì pronto? .. Non ci siamo proprio!

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